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Storia degli Orafi Di Rienzo

Premiato laboratorio artigiano di uno dei Maestri più noti di Scanno, che conserva la tradizione della lavorazione dell’Oro di Abruzzo.
Correva l’anno 1850 e a Scanno , antico centro urbano montano d’Abruzzo, la bottega dei Di Rienzo già lavorava catenelle in oro, grappe e fermagli in argento che arricchivano le vesti delle donne del luogo. La fiorente economia della pastorizia diede impulso all’attività orafa che, ispirandosi all’austera foggia del costume muliebre scannese, creò per l’originale e bizzarra abbottonatura del suo corpetto, i preziosi bottoni a soggetti sacri, floreali, fantastici e mitologici, gelosamente conservati nelle bacheche dell’antico laboratorio Di Rienzo . Il giovane capostipite Nunziato crebbe nel clima storico-culturale e artistico della bottega a fianco di suo padre Armando già maestro –orafo che gli trasmise la passione per l’attività artigianale di oreficeria e per le tecniche di lavorazione in filigrana, in lamina traforata, cesellata e incastonata. Con l’operosità e l’abilità artistica acquisite il successore ha continuato a rendere illustre l’inestimabile eredità ricevuta diffondendo in Italia e all’estero la conoscenza, la bellezza e il pregio degli antichi monili nelle usanze popolari scannesi come la spilla-ciondolo amuleto “l’amorino”, creata per la sposa che Nunziato presentò alla mostra mondiale di New York nel 1960 dove venne premiata per il prezioso valore artistico. Nel 2001 per il conferimento della cittadinanza onoraria al Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, nel premiato laboratorio viene prodotta la chiave della città in oro. Nel 2010 il maestro ha l’onore di realizzare gli spilloni con pietre preziose da appuntare sul Pallio Pontificio di Benedetto XVI in occasione della sua venuta a Sulmona per la celebrazione dell’Anno Giubilare Celestiniano. Nel 2011 il premiato laboratorio orafo vince il bando dell’Abruzzo per le medaglia celebrativa dei 150 anni dell’Unità nazionale, opera del giovane figlio Eugenio che già da piccolo mostrava di rappresentare la continuità dell’arte orafa di famiglia . Attualmente, Armando, Giuseppe e Eugenio , eredi della gloriosa tradizione, con orgoglio tessono con la loro attività un ponte tra il passato, il presente e il futuro.

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foto la stroia degli orafi di rienzo

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