Gustando tradizioni romantiche e golose

Alla vigilia delle festa più dolce dell’anno, ovvero la notte della Befana, vi parleremo di un’antica, quanto romantica tradizione che è ancora in uso nel suggestivo borgo di Scanno.

La Chezetta”, ovvero la “la calzetta”, una sorta di componimento di carattere amoroso che tra musiche e canti veniva “appesa”, ovvero dedicata, la sera della vigilia della Befana alle giovani donne, future spose dei baldi giovanotti che partecipavano alla goliardica notte. I giovani del luogo, stretti nei loro caldi mantelli, all’indomani del dì tanto atteso, solevano gridare:

“Addumane è la Pasquetta sia Santa e benedetta
e con gli Angeli a cantare
e i pastori a sorvegliare E tu Maria prepara la chezetta
ce sta Giuseppe che te la mette
nen ce mettènne né cène e chervone mittece suole la robba bbone”

Con “robba bbone” si intendevano le specialità culinarie che venivano offerte dalle fanciulle ai propri innamorati.

Il ciondolo in argento della “chezetta”, fu ideato e realizzato dall’orafo Nunziato Di Rienzo per la sua promessa sposa e, col passare del tempo, divenne un dono simbolico da fare alla propria futura sposa.

Ma prima abbiamo nominato i mantelli dei giovani scannesi, che venivano chiamati “cappe”, erano grandi mantelli circolari, realizzati in panno nero, che servivano ai pastori per ripararsi dal maltempo, oppure per farne un improvvisato giaciglio o, ancora, per tenere al caldo gli agnellini in caso di bisogno.

Ebbene a chiudere i mantelli v’era una sorta di fibbia, comunemente chiamata dai scannesi “grappa”. Con le grappe venivano chiuse anche le cinture e le gonne delle donne, ovviamente quest’ultime erano di maggior finezza in quanto considerate ornamentali. La famiglia di Rienzo, ancor oggi, vanta il pregio di realizzare questo tipo di accessorio.

La grappa è una sorta di fermaglio a gancio realizzato con la tecnica della fusione. Ne vengono prodotti in svariati formati e modelli , si guardi canoni Settecenteschi e Ottocenteschi. La peculiarità è che le grappe posseggono delle borchie riproducenti forme diverse: animali, animali fantastici, angioletti, figure umane, religiose e floreali.

Ovviamente ciascuna forma assume un significato differente, ad esempio il drago è segno di potenza e virilità, ma per venire a conoscenza di tutti i significati e leggende che vi son dietro solo Armando Di Rienzo e la sua famiglia sono in grado di sfamare la vostra curiosità, perdendovi nel tempo e in tutti i suoi segreti.

MODELLO 1

Grappe più antiche della produzione orafa della famiglia Di Rienzo, risalenti tra la fine del 1700 e l’inizio del 1800. Modello fuso con la creta. Raffigurano i draghi che rappresentano potenza e forza.

MODELLI 2 E 3

Grappe realizzate in argento 800 ‰ , da Antonio Di Rienzo nella metà del XIX secolo. In uno dei due modelli  è raffigurato Sant’Antonio, protettore dei bambini. Nell’altro sono presenti motivi floreali marittimi. Colore diverso, tendente al marrone perché nella lega di argento era presente più ottone rispetto al classico.

MODELLO 4

Modelli in argento, realizzati da Armando Di Rienzo nei primi anni del ‘900. Le Grappe più piccole utilizzate per le “cappe” dei bambini hanno raffigurato un signore con un palma in mano che andava a “proteggere” il piccolo per tutta la vita.

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